PROGETTO ROSSINI

Le 5 farse veneziane in 5 anni 

Il progetto prevede l’allestimento delle cinque farse che Gioachino Rossini compose per il Teatro San Moisè di Venezia all’inizio dell’Ottocento: esse segnano il debutto di un operista che di lì a pochi anni travolgerà l'Europa intera con la sua musica.
Si tratta di brevi lavori, strutturati in un atto unico, che prevedono un organico orchestrale anch'esso agile e leggero, dunque particolarmente adatto all'acustica del Teatro Olimpico.
L'intero ciclo delle farse sarà allestito dalle Settimane musicali al Teatro Olimpico con la direzione “dal cembalo” del maestro Giovanni Battista Rigon, considerato dalla critica uno dei più versatili interpreti rossiniani d'oggi.

2017
La cambiale di matrimonio

Si tratta dell’opera che segna il debutto assoluto di un Rossini diciottenne, il 3 novembre 1810: il compositore stesso, come prassi all'epoca, sedeva al cembalo.
Il soggetto, tratto dall'omonimo lavoro teatrale di Camillo Federici, del 1791, ha luogo in casa del ricco mercante inglese Sir Tobia Mill, il quale ha promesso in sposa la figlia Fannì al suo corrispondente americano Slook, mediante la sottoscrizione di una cambiale di matrimonio. Ovviamente Fannì, già fidanzata all'insaputa del padre con il giovane squattrinato Edoardo Milfort, non ha nessuna intenzione di sposare il maturo “Slook del Canadà”. La vicenda si sviluppa attraverso una serie di equivoci gustosi, legati anche alle differenti, decisamente meno formali, abitudini del mercante d'oltreoceano...
Come le altre farse veneziane, l'opera fu fonte per notevoli autoimprestiti da parte di Rossini, impegnatissimo negli anni successivi a fornire musica “a raffica” ai principali teatri italiani.
Eclissata, come la maggior parte della produzione rossiniana, dal successo delle ben più celebri opere buffe, La cambiale ebbe una prima importante ripresa nel 1910 alla Fenice di Venezia, per ritornare poi definitivamente in repertorio nella seconda metà del Novecento.

2018
L’inganno felice

Questa è la meno “buffa” delle cinque farse, una vera opera di mezzo carattere: il “cattivo” della storia - Ormondo, attendente del duca Bertrando - che è innamorato della duchessa Isabella, fa credere al duca che la moglie gli sia infedele; il duca ordina che venga abbandonata su una barca e lasciata a sé stessa. Questo è in realtà solo l’antefatto della storia, la quale prevede l’incontro, dopo un decennio, dei due protagonisti e, dopo una serie di sviluppi, il riconoscimento, il rinnovato amore e la punizione del malvagio Ormondo.
Una trama certamente non buffa, ma che se mai riprende sapori ancestrali legati ad antiche fiabe nordiche (si pensi solo alla celeberrima Biancaneve...).
L’Inganno fu il primo vero, grande successo di Rossini, e lo impose all’attenzione dei maggiori teatri italiani, come La scala o il San Carlo, che subito gli daranno spazio e ingaggi nei mesi successivi.

2019
La scala di seta

La terza delle cinque farse rossiniane debutta al San Moisè di Venezia nel maggio del 1812, su libretto di Foppa, che già aveva fornito a Rossini i versi per L'inganno felice e che scriverà anche il libretto per Il Signor Bruschino.
La trama si sviluppa attorno alla vicenda di due innamorati – Giulia, soprano e Dorvil, tenore – che sono in realtà sposati in segreto e si incontrano nottetempo proprio grazie ad una scala di seta, che permette a Dorvil di accedere alla casa di Dormont, tutore di Giulia. La storia si complica per la presenza del servo Germano, innamorato di Giulia, di Blansac che il tutore intende far sposare alla pupilla e di Lucilla, cugina di Giulia. Insomma, la classica trama di ambientazione borghese che la moda parigina aveva portato anche a Venezia, a seguito della ventata culturale napoleonica.
Come per le altre farse, la musica del giovane Rossini, in procinto di spiccare il volo con i grandi successi di Tancredi e de L'italiana in Algeri l'anno successivo, rispettivamente alla Fenice e al San Benedetto, è già del tutto caratterizzata dalla genialità di inventiva, dalla vitalità che sconfina a volte nel dionisiaco, dalla commovente intensità dei momenti lirici.

2020
L'occasione fa il ladro

2021
Il signor Bruschino